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24 novembre 2016

AAA MODI ALTERNATIVI DI SALUTARSI OFFRONSI

 

Sono felice di far parte del cast di "Kensington Gardens". Per tanti motivi. Primo fra tutti il più evidente: da gennaio io quei giardini li raggiungerò davvero. Il secondo motivo, a fronte del primo, è che questo potrebbe essere per un tempo indeterminato l'ultimo spettacolo in Italia cui prenderò parte. Partirò infatti per sei mesi, come molti di voi sanno, e spero in realtà che ne seguano altri sei e altri sei e altri... Il terzo motivo sta nell'impossibilità di dire goodbye a tutti come vorrei. Per cui io non mi lascerei sfuggire questa occasione dal 14 al 18 dicembre alla SALA UNO per venire a vedere un testo che ha vinto, non per niente, il PREMIO HYSTRIO e che ci darà modo di abbracciarci e salutarci come si deve. Il quarto motivo è nell'ironica coincidenza che la trama intreccia con la mia vita vera. Per sapere cosa intendo però dovrete venire a vedere lo spettacolo. Vi lascio con una battuta del personaggio che interpreto, Massimo:

"...in Inghilterra piaccio, dicono che sono trasversale... in Italia o sei canzonettaro facile o sei cantautore impegnato. O fai roba ordinaria, senza pretese, o fai cose ermetiche e colte e non solo nella musica. Sono un po' manichei, fanno le classi sociali dell'arte, sembrano rimasti agli anni '70; se qualcuno prova a parlare a un pubblico più ampio, diventa commerciale e quindi non merita attenzioni serie. I Queen, fossero stati italiani, non avrebbero fatto successo."

 

Drammaturgia e regia di Giancarlo Nicoletti.